ADHD | Giunti EDU
ADHD

ADHD

QUANDO UN BAMBINO… NON RIESCE A CONCENTRARSI

L’ADHD è un disturbo dell’autoregolazione cognitiva e comportamentale caratterizzato da un insieme di problemi – che si possono manifestare in forme differenti in base all’età – nel controllare l’attenzione, l’impulsività e il livello di attività motoria. Tali criticità rendono difficoltoso l’apprendimento e ostacolano l’integrazione nei vari contesti di vita: in famiglia, a scuola, durante le attività ludiche o sportive ecc. Come vedremo meglio in seguito, per poter parlare di un vero e proprio disturbo strutturato, queste problematiche devono essere pervasive, cioè essere presenti nei principali contesti di vita dell’alunno, relativamente stabili nel tempo e in grado di compromettere l’adattamento quotidiano del bambino.

L’ADHD è un disturbo dello sviluppo, recentemente inserito nell’ambito dei Disturbi neuroevolutivi (DSM-5, APA, 2013), frequentemente associato a insuccesso scolastico, a difficoltà nelle relazioni sociali, a comportamenti oppositivi, talora aggressivi, oppure ad altre problematiche psicologiche delicate, come un umore triste, talora depresso, a un’immagine negativa di sé, all’assenza di fiducia nelle proprie capacità.

L’ADHD si esprime attraverso numerosi sintomi collocabili all’interno di tre dimensioni, spesso tra loro collegate, ognuna delle quali contribuisce ai problemi di apprendimento e adattamento nei diversi contesti di vita:

  • dimensione attentiva;
  • dimensione impulsiva;
  • dimensione iperattiva.

Pertanto, se con la crescita il bambino non riesce ad attendere prima di agire oppure non utilizza in modo adeguato alcune delle diverse funzioni attentive, compromette la riuscita scolastica e la possibilità di costruirsi delle relazioni sociali. Oltre a ciò, causa tensione nella classe e rende insopportabile la qualità della vita familiare per la presenza di frequenti conflitti, ma anche semplicemente per la difficoltà di gestione degli impegni quotidiani. In breve, le problematiche comportamentali e relazionali condizionano in modo pervasivo il comportamento del bambino a casa, a scuola, durante le attività sportive e ricreative, ludiche ecc. In genere, se prevalgono le problematiche relative alla disattenzione, si riscontrano problemi di apprendimento scolastico, mentre se predominano l’iperattività/impulsività sono prevalenti le difficoltà di adattamento sociale. Conoscere le manifestazioni cliniche e, quindi, i criteri in base ai quali viene diagnosticato il disturbo ADHD è importante e utile per gli insegnanti, perché aiuta a individuare le espressioni dei comportamenti inadeguati e a valutare quando tali manifestazioni superano la soglia oltre la quale la condotta individuale non è più fisiologica.

Riportiamo di seguito un elenco di alcuni dei comportamenti problematici più ricorrenti 

Esempi di

disattenzione

  • difficoltà a mantenere l’attenzione perché distratti facilmente da stimoli esterni
  • difficoltà nell’ascoltare, avere la testa “tra le nuvole” anche in assenza di distrazioni evidenti
  • difficoltà a prestare attenzione ai dettagli; compiere errori di distrazione nei compiti di scuola o in altre attività dovuti a scarsa attenzione ai dettagli
  • difficoltà nel restare concentrati a lungo durante le lezioni a scuola, la lettura o nelle interazioni verbali con i compagni, ma anche in altre attività extrascolastiche
  • difficoltà a seguire del tutto le istruzioni e le consegne e a terminare i compiti di scuola o altre attività, per esempio, passando rapidamente da un gioco all’altro senza concluderne uno
  • difficoltà a impegnarsi in compiti che richiedono un’applicazione prolungata nel tempo (sforzo mentale sostenuto) come scrivere e rivedere testi
  • difficoltà a organizzare i compiti o altre attività, a gestire ciò che richiede sequenzialità e pianificazione, a tenere in ordine oggetti e materiali; problematiche nel rispettare le scadenze
  • smarrire i materiali necessari per i compiti o altre attività (libri, materiale da disegno, occhiali, cellulare ecc.)
  • trascuratezza e noncuranza nelle attività quotidiane e scolastiche, difficoltà nel ricordare commissioni da fare o nel rispettare gli appuntamenti

Esempi di iperattività

  • difficoltà a restare seduti in situazioni in cui è necessario, come in classe, e a stare fermi, agitandosi sulla sedia, muovendo mani o piedi, giocando con piccoli oggetti sul banco
  • correre e arrampicarsi in contesti e momenti in cui non è appropriato
  • difficoltà a giocare in modo tranquillo o a impegnarsi in attività tranquille
  • irrequietezza motoria, vissuta come sensazione soggettiva o come reale comportamento manifestato
  • parlare eccessivamente

Esempi di impulsività

  • difficoltà ad attendere il proprio turno, per esempio nei giochi, e ad aspettare, come in fila al supermercato
  • difficoltà a rispettare il proprio turno nelle conversazioni, “sparare” le risposte a caso, prima che venga completata la domanda, completare le frasi altrui
  • comportarsi in modo invadente, interrompere, intervenire in modo non adeguato e intromettersi in conversazioni, giochi o altre attività, usare oggetti altrui senza permesso

La nostra produzione editoriale vuole contribuire con volumi teorici, guide didattiche, test e materiali che forniscono agli insegnanti e ai professionisti dell’ambito clinico le conoscenze e gli strumenti necessari a strutturare percorsi educativi e riabilitativi efficaci e rigorosi, e a interagire con il bambino o ragazzo iperattivo e/o disattento in modo costruttivo.

Scelti per voi


mostra
Manuale di allenamento all'autodisciplina
15,00 € 12,75 €

mostra
Mio figlio non riesce a stare fermo
10,00 € 8,50 €

mostra
KIT per l'ADHD
59,00 € 50,15 €

mostra
PDP: come e cosa fare
16,00 € 13,60 €

mostra
ADHD Iperattività e disattenzione a scuola
24,00 € 20,40 €

L'esperto risponde


ADHD: COS'È E COME SI MANIFESTA? LA PAROLA DELL'ESPERTO
Intervista a Daniele Fedeli


Già in età prescolare i bambini possono manifestare segnali di disregolazione attentiva, ma è nel corso della scuola primaria che il disturbo ADHD si rende evidente, poiché aumentano le richieste di autocontrollo, autoregolazione, mantenimento dello sforzo, capacità di risolvere problemi.
Daniele Fedeli, uno dei nostri più illustri autori e massimi esperti di ADHD, ci illustra con grande chiarezza le caratteristiche del disturbo, le sue manifestazioni, l’importanza dell’individuazione precoce, i possibili interventi educativi.
Il Professore spiega inoltre il modello descrittivo "a due vie" utilizzato nel volume di sua curatela “ADHD, iperattività e disattenzione a scuola”, e ne evidenzia la validità interpretativa che tiene conto del complesso delle dimensioni compromesse nel disturbo: la via energetica (sforzo, capacità di percepire il tempo, gli aspetti emotivi..) e la via organizzativa (capacità di organizzazione, flessibilità, problem solving..).